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Moliterno

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Lungo la strada che dal Lago del Pertusillo si eleva sulla Val d'Agri in direzione del monte Sirino, dopo alcun tornanti il panorama si apre su Moliterno, uno dei centri più interessanti della Comunità Montana e dell'intera Basilicata.
Sovrastato dal maestoso castello di origini longobarda, Moliterno domina la Val d'Agri dai suoi 879 metri d'altezza e si presenta come una località vivace, ricca di attività produttive e di spunti turistici. Benché la zona fosse abitata già in epoca preromana, la sua origine va probabilmente ricollegata ai saccheggi della vicina Grumentum, operati dai Saraceni nell'872 e nel 975 (secondo altri nel 1031).

Iprofughi dell'antica città romana si rifugiarono sulle alture circostanti intorno ad una torre d'avvistamento longobarda, dando vita ad un nuovo abitato destinato ad un notevole sviluppi nei secoli successivi. Le prime testimonianze dell'esistenza del borgo risalgono al XIII secolo. Un documento di origine sveva del 1239 attesta il possesso di
Moliterno da parte del barone Nicolau e in seguito, nel 1269, la sua assegnazione a Lombardo Oddone di Brajda, generale della cavalleria di Carlo I d'Angiò.

I Brajda mantennero il possesso di Moliterno per oltre due secoli, ma non riuscirono a garantirne la prosperità la debolezza del centro, allora ancora molto piccolo, e gli avvenimenti legati alla venuta degli Aragonesi furono alla base di devastazioni e saccheggi.
Un documento di Odolina d'Aquino, vedova di Oddone di Brajda, ci da un quadro agghiacciante della situazione: chiedendo aiuto a Carlo II d'Angiò, Odolina spiega come gli sconvolgimenti furono di tale violenza da dimezzare la popolazione del borgo, tanto che quasi soltanto le donne erano rimaste in vita.

Nel 1477 Moliterno viene acquisito da Giovanni Antonio Sanseverino, principe di Salerno, che da avvio ad un periodo turbolento sul piano politico ma ricco di sviluppo per l'economia: fioriscono l'allevamento, l'agricoltura e il commercio, in particolare il traffico della lana e degli armenti, conosce un notevole risveglio. Ma è una breve parentesi: nel 1524 ai Sanseverino succedono i Carata di Stigliano, che impongono a Moliterno un regime oppressivo e fiscalmente esoso. Dopo un breve dominio della famiglia Spinelli (1682-85) le cose migliorano notevolmente con i Pignatelli di Marsiconuovo, che mantengono il possesso del centro fino all'abolizione delle baronie nel 1806. In quest'arco di 120 anni Moliterno conosce una ripresa generale, si espande e, soprattutto nel '700, diventa particolarmente vivace sul piano delle arti e delle scienze. Le scuole si moltiplicano è infatti in questo periodo che Moliterno acquista la fama, valida ancora oggi, di capitale culturale della Val d'Agri si sviluppa un'accademia di studi, fiorisce il teatro e nasce una scuola di medicina che diventa in breve rinomata in tutto il meridione italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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